Perchè protestiamo, contro chi e quando!

Lo so, di solito non parlo di politica, al massimo faccio un po' di ironia! Questa volta mi spingo oltre e provo a fare informazione...raramente è successo su questo blog, ma stavolta ce n'è bisogno davvero in vista degli appuntamenti che ci vedranno coinvolti il 28 ottobre (forse la Gelmini si sta cacando sotto e diserta) e il 30 ottobre (sciopero generale della scuola e relativa manifestazione), per poi passare alle lezioni in piazza che vedranno il sottoscritto coinvolto a Novembre.

Riporto di sotto il contenuto di uno dei tanti volantini che mi sono capitati sotto mano durante la manifestazione del 10 ottobre...mi sembra abbastanza completo e comprensibile:

Il decreto di cui si sta tanto parlando in questo periodo penalizza l'Università italiana (statale, sia chiaro) per tre semplici motivi:
  1. POSSIBILITÀ DI TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITÀ IN FONDAZIONI:
    Detto in parole più semplici: possibilità di privatizzare gli atenei con trasferimento di TUTTI i relativi immobili alla fondazione tramite semplice delibera del Senato Accademico (il massimo organo decisionale dell'Università). In quanto privata una fondazione NON HA ALCUN LIMITE DI LEGGE sulle tasse universitarie. Come ben sapete o potete immaginare un anno all'Università non costa realmente quei 1500€ di tasse che paghiamo attualmente ma all'incirca 8000€ (la differenza è coperta dallo Stato). E se in un futuro prossimo un ateneo istituisse una retta annua di 15000€? Chi li ha potrà continuare a studiare. Gli altri si dovranno arrangiare. L'Università è PUBBLICA e tale deve rimanere: deve contare il merito e non il reddito!

  2. TAGLI GRAUDALI ED INDISCRIMINATI AL FONDO FINANZIARIO ORDINARIO (quello che lo Stato dà ad ogni Università affinchè funzioni):
    "In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013." (Articolo 66, comma 13)
    TOTALE: 1.441.000.000 euro in meno in 5 anni

  3. INTERRUZIONE DEL TURN-OVER. PER RISPARMIARE NEI PROSSIMI ANNI, OGNI 5 PROFESSORI CHE ANDRANNO IN PENSIONE 1 SOLO POTRÀ ESSERE ASSUNTO. Conseguenze: minore offerta formativa e invecchiamento corpo docenti; Cosri di di studio rischiano di sparire; ambienti e servizi agli studenti diverrannno sempre più scadenti. Gli effetti negativi saranno immediati...per non parlare dei danni a lungo termine quali la costrizione a concludere gli studi o andare a lavorare all'estero alla ricerca di una necessaria stabilità lavorativa ed economica.
Tagliare sull'Università vuol dire tagliare sul futuro di un intero paese...
Senza una buona ricerca universitaria non si avrà una buona didattica e viceversa
Senza una buona Università non c'è sviluppo economico, sociale, intellettuale e tecnologico per tutto il paese.

Lo screen-shot sotto riporta la prima pagina del sito web del mio dipartimento



Sia chiaro che la Gelmini è solo il capro espiatorio della vicenda...sostanzialmente quella che ci sta mettendo la faccia! Tutto è partito dalla riforma finanziaria fatta indovinate da chi? Il solito e immancabile...signor Tremonti!

2 comments:

Beppazzo said...

Confermo l'assenza della Gelmini domani a Torino. Gne gne gne!

dangerdvd said...

a lavorare!!