Cassa integrazione o incentivi statali?

Supponiamo che un'azienda italiana X abbia qualche problemino finanziario. Supponiamo che tale azienda mantenga come collaboratori (e profumatamente pagati) al suo interno due dipendenti Y e Z che comunque già prendono una pensione. Supponiamo che per risolvere i problemi abbiano pensato di tagliare sugli straordinari di Y e Z, ragionevolmente superflui. Supponiamo che tali facce da culo Y e Z abbiano minacciato di far allontanare i clienti in caso di tagli agli straordinari. Supponiamo che i capi dell'azienda X non siano abbastanza carismatici da cacciare Y e Z a calci nel sedere.

Ecco, per proseguire supponiamo che un governo S abbia annunciato nuovi fondi per la cassa integrazione nel 2011. Supponiamo che i titolari dell'azienda X di prima abbiano deciso di sfruttarli. Supponiamo che abbiano deciso di colpire i dipendenti deboli P, Q e R e di metterli appunto in cassa integrazione facendoli lavorare mezza giornata o (in alcuni casi) facendoli rimanere completamente a casa. Infine supponiamo che i dipendenti (che adesso lavorano 4 ore) debbano riuscire a terminare un lavoro di 8 ore nella metà del tempo. Supponiamo che l'azienda X non riuscendo a sostenere ritmi costanti continui ad andare in perdita e a peggiorare la propria situazione. Supponiamo che i dipendenti Y e Z precedentemente citati siano ancora sul retro a bivaccare e a prendersi uno stipendio extra che a loro non spetta.

Ora, supponiamo che questo sia un caso particolare ma ce ne siano milioni molto simili.
Supponiamo infine che voi siate il dipendente P, Q o R. Vi girano i coglioni, no?

La mia prima domanda è molto banale: in che Paese può succedere tutto questo?

Ma la mia seconda domanda spero non sia altrettanto banale: possibile che le aziende approfittino della cassa integrazione come se ci fossero incentivi statali sui frigoriferi di classe A+ senza pensare alle conseguenze?

1 comments:

Anonymous said...

Considerato quello che hanno in mente con le nostre pensioni,non pensate che sia il caso di intentare una "class action"degli impiegati della P.A.qualora,quello che che paventano dovrebbe diventare operativo.In estate ,bastò che i magistrati minacciassero una eventuale incostituzionalità del provvedimento in base alla teoria giurisprudenziale dei diritti acquisiti,perchè i nostri politici mollassero l'osso.Ora sembra che confortati da una specie di scienziato in economia, la nuova ministro,vogliono intodurre lo stesso principio con dei distinguo che servono solo a confonderci le idee.