Liberalizzazione wi-fi...ma che significa?

Se ne è parlato tanto, ma non tutti probabilmente hanno capito di che cosa si tratti. E probabilmente neanch'io. Ma proverò lo stesso a spiegarvelo. Il cosiddetto "decreto Pisanu" all'articolo 7, prevede le seguenti norme.

Art. 7.
Integrazione della disciplina amministrativa degli esercizi pubblici di telefonia e internet

1. A decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2007, chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore. La licenza non e' richiesta nel caso di sola installazione di telefoni pubblici a pagamento, abilitati esclusivamente alla telefonia vocale.

2. Per coloro che già esercitano le attività di cui al comma 1, la licenza deve essere richiesta entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. La licenza si intende rilasciata trascorsi sessanta giorni dall'inoltro della domanda. Si applicano in quanto compatibili le disposizioni dei Capi III e IV del Titolo I e del Capo II del Titolo III del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonche' le disposizioni vigenti in materia di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi. Restano ferme le disposizioni di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, nonche' le attribuzioni degli enti locali in materia.

4. Con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro delle comunicazioni e con il Ministro per l'innovazione tecnologica, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, da adottarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui al comma 1, e' tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell'utente e per l'archiviazione dei relativi dati, anche in deroga a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 122, e dal comma 3 dell'articolo 123 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonche' le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.

5. Fatte salve le modalità di accesso ai dati previste dal codice di procedura penale e dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il controllo sull'osservanza del decreto di cui al comma 4 e l'accesso ai relativi dati sono effettuati dall'organo del Ministero dell'interno preposto ai servizi di polizia postale e delle comunicazioni.


Ora, la scadenza naturale di questo decreto è il 31 dicembre 2010. Quindi non si tratta di abrogazione ma semplicemente di "non rinnovo". Ma cosa succederà dopo?
Innanzitutto, qualsiasi persona che avesse un'attività commerciale e volesse mettere a disposizione la propria connessione a internet potrà farlo senza chiedere l'autorizzazione al questore. Fin qui tutto figo. Molti bar e locali che finora avevano incontrato difficoltà in questa direzione potranno scavalcare un ostacolo burocratico.

La parte dell'abrogazione che fa discutere di più, è quella relativa all'identificazione dell'utente. Già, perchè attualmente i locali autorizzati richiedono un documento di identità. Senza queste norme ognuno di noi avrà la possibilità di collegarsi liberamente. Se qualcuno di voi è mai stato da "Starbucks" per esempio, avrà notato che per la connessione non vengono richieste credenziali o altro, ma viene fornito un codice al cliente per una connessione free di circa mezz'ora. Bene, sono stati sollevati molti dubbi sulla sicurezza informatica e sull'uso che ciascun utente potrà fare di tale connessione. Ma la responsabilità a mio avviso se la deve prendere il gestore del locale. Il ministro Maroni ha messo le mani avanti dicendo che ogni utente si dovrà identificare tramite la propria Sim Card, o con delle credenziali personali.

Quindi la cosiddetta "liberalizzazione" annullerebbe solo il primo punto di tutto l'articolo. Anzi, si prevede a questo punto la creazione di un nuovo decreto, nel quale probabilmente verranno specificate le modalità di identificazione dell'utente.

Io personalmente sono per la libertà più assoluta. Bisognerà vedere gli sviluppi della vicenda per capire meglio questi aspetti.


[EDIT: interessantissima intervista a Bruce Schneier, esperto di sicurezza online e consulente alla Casa Bianca, che mette in evidenza molte questioni: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/wi-fi-maroni-e-fuori-strada/2138103//0]

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