Emma...

Poi dicono che non ci dobbiamo incazzare. Dicono che lavorano tutti per il bene del paese. Dicono che è giusto rispettare l'ambiente ma...

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Come fa uno a non incazzarsi? Dopo tutta la ricerca svolta. Dopo tutti gli investimenti. Dopo i fruttuosi risultati ottenuti e i primi accordi per andare avanti su una linea pulita che sembrava avere larghi orizzonti. Dopo tutta l'educazione, la diffusione di informazioni sulle energie pulite e rinnovabili. Ecco che se ne esce la Marcegaglia con queste dichiarazioni vergognose. "Favorire il nucleare"...ti riempie le tasche Emma? Vai su un altro pianeta a riempirtele! Stronza!
Pensi solo ai tuoi interessi. Non te ne frega niente dell'impatto a livello ambientale che hanno le centrali nucleari. Ma no, lei vuole costruirle, portano posti di lavoro. Sì, e per chi producono energia dopo? Per i malati terminali? L'energia serve per continuare a tenerli in vita attaccati a una macchina? Non ci sono abbastanza ecomostri in giro? Non si scaricano già abbastanza rifiuti in maniera illegale? Ne dobbiamo aggiungere altri? La risposta ai problemi dell'Italia è questa? Il nucleare? C'è già abbastanza marcio in questo paese, non aggiungiamone dell'altro per carità.

3 comments:

andrearatto_liste said...

Più sale il PIL, più stiamo peggio.
Marcegaglia è parte del paradigma: più nucleare, più posti di lavoro; più malati, più posti di lavoro pure, nella sanità. Più spesa di sanità, più debito per lo stato. Più debito, più interessi per le banche e chi ha i soldi.
Su questo Zeitgeist ci vede lunghissimo.

Infatti "posti di lavoro" è una figura retorica, sta a indicare sempre che c'è qualcuno che ci guadagna più di quanto quel lavoro viene pagato.
Quel profitto è l'unica cosa che viene sempre tutelata in tutto il sistema, ad ogni livello.
Altrimenti per tutelare i posti di lavoro veri avrebbero fatto subito due cose: restrizioni all'importazione e riduzione della giornata lavorativa. Vacca boia se qualche operaio della fiat dice questo...

È il contrario invece perchè "c'è la crisi" e bisogna essere "competitivi". Cioè ci sono 300 persone che vogliono entrare in un cinema di 100 posti. Questi dicono, nessun problema: se spacchiamo la faccia a un tot di gente entriamo e ci godiamo il film. Nessuno parla mai di cambiare il cinema. Va bene così, perchè tanto il biglietto lo pagano in 300, quindi a testa costa meno.

Infatti i soldi veri non spariscono mai. Nessuno ha mai preso miliardi di euro e li ha buttati nel fuoco.
Per estrarre di più ora possono solo farci lavorare di più e consumare di meno.
Cornuti e mazziati si dice.

Bisogna che la gente capisca il quadro generale e veda che la marcegaglia, dietro la bella pettinatura, è uno squalo, mentre tanti tra noi, sotto i loro capelli, probabilmente scoprirebbero una specie di fessura, una sorta di vagina... ma aspetta, c'è dell'altro... oh un cazzo di mezzo metro che li fotte da anni.
Ecco cos'era quel mal di testa!

Beppazzo said...

Hai ragione Andre.
Per metterla nel sedere a questa gente bisognerebbe collaborare un po' di più tra sfigati cittadini qualunque.

Per esempio, apprezzo il privato che nella sua casetta indipendente installa pannelli solari sul tetto. Ma perchè non si vede una cosa del genere in Italia anche a livello condominiale? La spesa sicuramente non è insostenibile, perchè dividi per il numero di famiglie che abitano il condominio, e il risparmio garantito. Purtroppo nelle assemblee non se ne discute mai! Si dovrebbe cominciare pian piano e poi con effetto domino, proseguire con tutti gli altri per dimostrare che non dipendiamo più da loro. Voglio vedere se poi continuano a parlare di nucleare!

Mi è piaciuta la tua metafora finale!

andrearatto_liste said...

Io volevo proporlo da me a chivasso di mettere il solare, ma poi mi è venuto in mente che molti alloggi sono in affitto e al proprietario non conviene, ed è lui che vota.
Poi ho scoperto che un podere di 15 ettari costa come un alloggio in città...
Se riesco me ne vado, perchè su quello ci vedi giusto: bisogna riguadagnare l'indipendenza. Non aver bisogno dell'economia per sopravvivere.